Quello che leggerete nelle prossime righe racconta molto più di una semplice cronaca delle attività dell’Associazione. È anche una mappa concreta dei contesti in cui oggi l’EMDR viene richiesto e utilizzato: dalle emergenze traumatiche alle calamità naturali, dalle comunità colpite da violenza ai grandi eventi internazionali. Conoscere questi ambiti può essere utile anche per voi: per capire dove opera l’Associazione, quali fronti di lavoro si stanno aprendo e in quali contesti. Per questo motivo vogliamo condividere con voi delle notizie importanti sulla vita e l’attività dell’Associazione che abbiamo percorso dall’inizio dell’anno.
I primi mesi del 2026 hanno mostrato con chiarezza quanto il lavoro dell’Associazione EMDR Italia sia stato continuo, capillare e altamente operativo. L’anno si è aperto con una successione serrata di interventi in contesti molto diversi tra loro, ma accomunati dalla stessa necessità: portare tempestivamente supporto psicoterapeutico qualificato là dove il trauma irrompe nella vita delle persone, delle famiglie e delle comunità.
Tra i primi eventi che hanno richiesto un’attivazione immediata c’è stata la tragedia di Crans-Montana, che ha colpito profondamente il nostro Paese e coinvolto in modo diretto giovani, famiglie, contesti scolastici e reti relazionali allargate.
In questi mesi il lavoro del Comitato Emergenza si è esteso anche ad altri scenari critici: decessi improvvisi, suicidi, episodi di violenza estrema, comunità travolte da lutti traumatici e situazioni ad alto impatto emotivo che hanno richiesto ascolto, contenimento e una presenza clinica competente e affidabile.
Alcuni nostri colleghi sono intervenuti a seguito di casi di femminicidio e violenza che hanno scosso interi territori, come nel caso di Nizza Monferrato, dove l’uccisione di una ragazza di diciassette anni ha provocato un impatto profondo sulla comunità locale. In situazioni come queste, il lavoro non riguarda soltanto l’emergenza immediata, ma anche la necessità di accompagnare persone e contesti collettivi nell’elaborazione di un trauma che lascia segni diffusi e duraturi.
Accanto alle emergenze legate a lutti e violenze, l’Associazione ha operato anche sul versante delle calamità naturali. Il ciclone Harry, che tra il 19 e il 21 gennaio ha colpito la Sicilia provocando danni ingenti, ha richiesto attenzione e prontezza anche sul piano del supporto psicologico ai territori coinvolti, confermando ancora una volta quanto il trauma collettivo assuma forme diverse e richieda risposte altrettanto differenziate.
A questo quadro già molto impegnativo si è aggiunto anche il contributo di EMDR Italia nel contesto delle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026 e degli altrettanto importanti Giochi Paralimpici, all’interno dei villaggi per gli atleti: un ambito peculiare ma tutt’altro che marginale, in cui la pressione, lo stress, la fatica emotiva e l’esposizione continua mettono alla prova atleti, operatori e lavoratori. Anche qui la presenza dell’Associazione ha rappresentato un segnale importante: il supporto psicologico con EMDR è parte integrante della tenuta delle persone, non un elemento accessorio.
Nelle stesse settimane, un ulteriore fronte si è aperto all’estero, con la situazione degli italiani bloccati a Dubai a causa della grave crisi internazionale e della chiusura degli spazi aerei a seguito del conflitto in Iran. Le autorità italiane hanno seguito il caso di alcuni connazionali, tra cui molti studenti. In questo contesto si è attivata anche una risposta spontanea e significativa della rete EMDR: gruppi di italiani presenti a Dubai si sono auto-organizzati, hanno contattato psicoterapeuti dell’Associazione EMDR in Italia e sono stati avviati momenti di terapia di gruppo online, a conferma di una comunità professionale capace di mobilitarsi rapidamente anche a distanza e in assetti non convenzionali. Da lì le richieste si sono estese anche al Qatar, al Bahrein e ad altri Paesi del Medio Oriente.
Nel complesso, ciò che emerge da questo inizio d’anno è un dato molto chiaro: le persone, i gruppi e le comunità, quando stanno attraversando situazioni di stress estremo, richiedono direttamente un supporto con EMDR. Arrivando da diversi canali, spesso sono conoscenti, parenti, colleghi e amici a indicare l’EMDR. Questo è il risultato di anni di lavoro serio e prestigioso da parte dell’Associazione. Abbiamo anche contribuito a creare una consapevolezza sul fatto che bisogna chiedere aiuto e che si può essere aiutati in modo efficace con EMDR. Il Comitato Emergenza di EMDR Italia è quindi sempre attivo, su più livelli e in contesti estremamente diversi, mantenendo sempre lo stesso orientamento alla prontezza, alla responsabilità clinica e alla qualità dell’intervento. Dai grandi eventi traumatici alle tragedie che colpiscono singole comunità, dalle calamità naturali ai contesti internazionali complessi, la capacità di esserci, di attivarsi rapidamente e di restare focalizzati sui bisogni reali delle persone si conferma un tratto distintivo della nostra Associazione.
Per tutto questo dobbiamo ringraziare i nostri soci in generale e i colleghi che vanno sul campo e che lavorano con dedizione e grande competenza. È proprio in momenti come questi che si misura il valore di una rete competente, solida e presente. E questi primi mesi del 2026 lo stanno dimostrando con forza.

