EMDR e disturbi da dipendenza di sostanze: nuove frontiere nel trattamento del paziente in fase di ospedalizzazione, residenziale e ambulatoriale – Quinto di Valpantena (VR) – Villa Santa Chiara – Fernandez, Ravera, Sacchezzin, Barnato – 13 aprile 2019 – dalle ore 09.00 alle ore 17.00 – COMPLETO –

EMDR e disturbi da dipendenza di sostanze: nuove frontiere nel trattamento del paziente in fase di ospedalizzazione, residenziale e ambulatoriale – Quinto di Valpantena (VR) – Villa Santa Chiara – Fernandez, Ravera, Sacchezzin, Barnato – 13 aprile 2019 – dalle ore 09.00 alle ore 17.00 – COMPLETO –

2019-03-19T11:35:46+00:0014 Marzo 2019|Attività per i soci|
Data Luogo
 COMPLETO Quinto di Valpantena (VR) – Villa Santa Chiara

 

L’approccio con EMDR sul paziente affetto da dipendenza risulta essere efficace in quanto delinea una nuova via di trattamento dalla disorganizzazione iniziale dei ricordi traumatici all’integrazione dei vissuti. Si è notato nella raccolta della storia di vita una non trascurabile incidenza dei traumi relazionali e di attaccamento quale fonte di sintomatologie complesse del disturbo post-traumatico.
Il paziente affetto da dipendenza non può elaborare in autonomia le conseguenze dei traumi complessi i cui effetti si presentano in forme percentualmente più importanti tanto più si verificano a ridosso delle fasi di vulnerabilità.
Possono risultare danneggiate: capacità di autoregolazione, adattamento interpersonale, costruzione dell’immagine di sé e regolazione di emozioni e impulsività. I traumi precoci alterano lo sviluppo neurofisiologico delle strutture necessarie ai processi di base per la regolazione delle emozioni e per la corretta catalogazione delle esperienze. La presenza di traumatizzazione complessa, oltre che fattore precipitante nell’evoluzione di gravi scompensi e/o psicopatologie, espone al maggior rischio di sviluppo di addiction.
L’efficacia dell’EMDR è molto riconosciuta sia nel trattamento delle dipendenze e della traumatizzazione complessa sia nella cura dei disturbi di personalità. Da alcuni anni anche in Italia ci si occupa di approfondire l’applicazione dei protocolli in tutte le fasi del trattamento delle tossicodipendenze.
Studi clinici dimostrano, senza ombra di dubbio, l’azione dell’EMDR sulla regione ippocampale, nell’amigdala e sulla corteccia cingolata anteriore. L’attivazione della corteccia prefrontale aiuta il cervello nella funzione d’integrazione degli elementi sia emotivi sia cognitivi dell’esperienza, aumentando la capacità di acquisizione di nuove informazioni.
Più recentemente sono stati sviluppati nuovi protocolli; la desensibilizzazione è l’elemento che resta comune per ridurre la reattività nelle situazioni d’innesco per l’abuso di supefacenti.
Durante la giornata si illustrerà un ampio inquadramento del funzionamento della mente e delle reti neurofisiologiche del tossicodipendente, con particolare attenzione alla prospettiva AIP. Si presenteranno i dati più recenti della ricerca effettuata dai terapeuti EMDR, svolta sul territorio nazionale, che contribuisce a validare l’utilizzo dell’EMDR nel trattamento delle dipendenze.
Saranno forniti ai partecipanti scenari di pianificazione del piano di trattamento con particolare attenzione all’applicazione dei vari protocolli grazie alla presentazione di casi clinici e di scenari di intervento, in particolare si descriverà l’utilizzo dei protocolli proposti da Popky e Michael Hase, protocollo eventi recenti e protocollo Miller di gruppo collocandoli nella fase acuta di trattamento uniti all’applicazione della stabilizzazione e del rinforzo delle risorse e della resilienza  .

PROGRAMMA

09.00  
Isabel Fernandez “il ruolo del trauma nello sviluppo delle dipendenze”
10:30 
Furio Ravera “La neurofisiologia delle dipendenze”
11.30  
coffee break
11:45 
Micaela Barnato “Presentazione della ricerca sul territorio nazionale”
13.00 
pausa pranzo
14:00
Micaela Barnato e Stefania Sacchezin “Utilizzo dei diversi protocolli EMDR e case report”
16.30   
Domande e discussione
17.00  
Chiusura

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