Applicazione dell’EMDR con Bambini e Adolescenti – Roma – Hotel Quirinale – Anna Rita Verardo – 10/11 Novembre – dalle ore 09.00 alle ore 17.30

Data Luogo
10/11 Novembre
dalle ore 9.00 alle ore 17.30
Roma – Hotel Quirinale

L’attaccamento è un sistema comportamentale e motivazionale, biologicamente determinato, che spinge il bambino a cercare la vicinanza e il conforto di una figura percepita come “più forte e/o più saggia” (Bowlby, 1979), nei momenti in cui si sente spaventato, confuso, ansioso o angosciato.
Sulla base della sua interazione con l’ambiente e con i suoi caregiver, ogni bambino costruisce dei Modelli Operativi Interni (MOI), ossia delle rappresentazioni interne di sé e delle figure di attaccamento: modelli di sé-con-l’altro (Liotti, 2001), cioè della relazione. A partire da tali modelli rappresentazionali, dunque, il bambino si crea una mappa interna del suo mondo relazionale, in grado di guidare la percezione e l’interpretazione degli eventi: tale mappa gli consentirà di fare previsioni e sviluppare aspettative in merito alle proprie interazioni con l’ambiente e con gli altri. È bene ricordare che, una volta costruiti, i Modelli Operativi Interni tendono ad essere relativamente stabili nel tempo e ad autoperpetuarsi; inoltre, sono in genere utilizzati in maniera automatica e non consapevole. Diviene chiaro come le primissime relazioni di un bambino possano condizionare la qualità di elaborazione delle informazioni e le sue future relazioni  affettive, nel corso di tutta la vita. Le esperienze traumatiche incidono sullo sviluppo sia psicologico che emotivo, ma anche sullo sviluppo neurofisiologico. L’EMDR è uno strumento estremamente efficace per l’elaborazione delle esperienze infantili che costituiscono una minaccia al senso di sicurezza del bambino.
Comprendere il significato di alcuni sintomi e comportamenti del bambino e dell’adolescente e collegarli alle sue prime esperienze infantili (e spesso, addirittura, alle esperienze infantili dei suoi caregiver) è una delle premesse fondamentali per intraprendere una buona relazione di aiuto.
Questo workshop ha come obiettivo quello di fornire tutti gli strumenti necessari a formulare una corretta concettualizzazione del caso e a facilitare ogni passaggio del trattamento del bambino, dell’adolescente e delle figure di accudimento poiché, se si è in grado di leggere gli intrecci di cui è fatto il filo di una relazione, è anche possibile poter riuscire a scioglierne i nodi.
I terapeuti verranno formati sui protocolli di lavoro per specifiche popolazioni: bambini che hanno avuto un lutto; bambini con disturbi dell’attaccamento e bambini adottati.

Programma

1° Giorno

09.00 – 11.00 Il trauma e lo sviluppo infantile

• Attaccamento e sviluppo traumatico: dalla disorganizzazione alla sicurezza, dal legame che ci rende spaventati, prigionieri o soli, al legame che ci rende liberi
• Passato – Presente – Futuro: una mappa per comprendere la trasmissione intergenerazionale degli stili di attaccamento, quando i traumi dei padri ricadono sui figli
• Relazione di attaccamento e regolazione nei primi anni di vita: gli Stati della mente Hostile/Helpless e i bisogni negati

Le esperienze traumatiche Infantili e la loro ricaduta sullo sviluppo del bambino
• La neurobiologia ci spiega il trauma
• Il volume e il tuning degli Stati affettivi
• Dissociazione: la fuga obbligata
• Regolazione del comportamento: la gestione delle crisi
• Le funzioni cognitive: deficit delle funzioni cognitive in seguito all’esposizione ad esperienze sfavorevoli
• Immagine di se’: “il bambino che non sono”
• Adverse Child Experience: esiti psicopatologi delle peggiori esperienze di vita infantili

11.00 Coffee break

11.15 – 13.00

Il trauma complesso
• Aspetti neurobiologici specifici
• Il PTSD in età evolutiva: lo sviluppo determina l’entità del trauma
• Il disturbo traumatico dello sviluppo il trauma determina il percorso di sviluppo

13.00 Pausa pranzo

14.00 – 16.00

La relazione terapeutica con i bambini
• Accogliere in sicurezza, spiegare, condividere gli obiettivi: come nasce l’alleanza terapeutica

Le prime fasi del processo
• Storia del paziente e piano terapeutico: colloquio preliminare con i genitori (storia dettagliata dei traumi, attaccamento, stile educativo dei genitori, risorse del bambino e punti di forza)

Il lavoro con i genitori
• individuazione dei ricordi del genitore che hanno una ricaduta sulla relazione con il bambino
• sviluppo della narrativa con i genitori

16.00 Coffee break

16.15 – 18.00

Il primo colloquio con il bambino
• L’ anamnesi e la concettualizzazione: identificare i target del passato e fare un piano di trattamento “ora come allora”

Esercitazione su un caso clinico
Fase 2: Spiegare al bambino il suo cervello
I sistemi motivazionali interpersonali: sistema di difesa in risposta al trauma
• la finestra di tolleranza
• Il sistema nervoso simpatico e parasimpatico
• La teoria di MacLean: “tre cervelli in uno”

Posto sicuro ed installazione di risorse
Fase 3: assessment
Adattamento del protocollo: 0/3 anni – 4/6 anni – 6/8 anni – 9/12 anni

2° Giorno

9.00 – 11.00
fase di desensibilizzazione: la rielaborazione del trauma nelle diverse età dello sviluppo. Video di sedute
11.00 – 11.15
dalla fase 5 alla chiusura:adattamento del protocollo
11.15 – 13.00
interventi cognitivi integrativi con i bambini – Strategie in caso di blocco
14.00 – 16.00
Applicazione dell’EMDR a popolazioni specifiche
Adolescenti, questi sconosciuti:
• il funzionamento del cervello in adolescenza
• strategie di intervento
Il protocollo di lavoro per l’elaborazione del lutto in età evolutiva
16.15 – 17.30
Applicazione dell’EMDR nei bambini con attaccamento insicuro e disorganizzato: esercizi per il ritorno alla sicurezza
Il protocollo per i bambini adottati

Iscrizione
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 EMDR Liv II° PRACTITIONER

Questo aggiornamento è gratuito per i soci in regola con la quota associativa che abbiano acquisito il Certificato di Completation in EMDR con il corso di Liv II